La figura di consulente di servizi alle ditte illustrata dai manager Fides agli allievi dello «Sturzo»
"STUDIATE ed imparate ad essere imprenditori di voi stessi anche nello studio», È il consiglio che Umberto Caccioppoli, l'imprenditore della Fides, rivolge agli studenti dell'Istituto Sturzo di Castellammare impegnati nel progetto «Studiare l'impresa, l'impresa di studiare». Studiare e specializzarsi per poi «essere capaci di trovarsi un impiego che vi dia dignità di lavoratore». L'imprenditore dell'azienda di Castellammare, la Fides Consulting, una software house capace di mettere ordine informatico in aziende di tutti i generi, vuole incentivare gli studenti di oggi a «studiare con più passione, imparate da ora a far funzionare la vostra testa». E per spiegare di cosa si occupa la sua azienda, che prende corpo nel 2005 ma è già affermata grazie all'unione di un pool selezionatissimo di professionisti, Caccioppoli usa «i commercialisti come esempio: molti di voi che vi diplomate in questo istituto avrete sbocchi negli studi commercialisti, dove sapete contabilizzare, usare un programma, ma non sapete come si arriva a quel sistema di contabilità. Dal commercialista infatti si usa un programma, ma in modo asettico. Da noi anche chi vende quel software di contabilità deve sapere come vi si è arrivati».
È a questo punto che Caccioppoli presenta alla classe i suoi pupilli, due giovani di Fides, un consulente di processi gestionali informativi, Pasquale Finizio, che l'Istituto Sturzo aveva frequentato da studente, e Maria Ruocco, ingegnere. Ed è a Finizio che spetta spiegare ai ragazzi del quarto anno dello Sturzo compiti e mansioni di questa nuova figura professionale dell'imprenditoria informatica: «Fare il consulente di processi gestionali vuol dire innanzitutto conoscere la realtà in cui si opera, essere un conoscitore del mondo esterno, senza mai limitarsi ad essere specializzato in un solo settore, essere conoscitore del mondo dei mercati in cui opera l'azienda della quale vi state occupando». Finizio, l'ex studente dello Sturzo di Castellammare oggi tra i numeri uno dei consulenti della Fides che entrano in aziende di tutto il mondo, è esemplificativo: «Oggi occorre essere una persona che riesce innanzi tutto a ragionare.
Ci sarà per tutti voi un domani il primo incarico di lavoro e sarà allora che dovrete non solo mostrare chi siete ma anche sapersi integrare con il nuovo mondo, bisogna sapersi adattare sempre al mondo che ti circonda. Le conoscenze tecniche sono importanti ma quello che fa un buon consulente è l'esperienza anche in diversi contesti, e inoltre, saper riconoscere, studiare, assistere ad un processo aziendale al completo, dall'inizio alla fine». Pasquale Finizio poi ricorda i suoi anni tra i banchi dello Sturzo: «Ho maturato molte esperienze nel settore della consulenza gestionale informatica a Milano e ho studiato molto bene allo Sturzo. All'epoca non andavo male, ma nemmeno benissimo, quello che ricordo è che non capivo perché studiavo certe cose. I miei mi indirizzarono alla ragioneria, ma io ero attratto dai computer, così ho proseguito l'università con l'informatica». Dai tempi di scuola ad oggi: «Ora mi viene chiesta consulenza per capire cosa c'è che non va in un'azienda, mi documento, studio, approfondisco ogni sistema, ogni mercato, ogni domanda ed offerta, ora capisco perché tra i banchi studiavo certe cose, oggi sono capace di capire».
Quando parla di mercato il consulente della Fides intende di ogni settore. Perfino delle biciclette: «Entrai in un'azienda che produceva biciclette costose, da 6mila euro, mi chiesero di offrire una consulenza, ma per capire di cosa avevano bisogno, come aiutarli, cominciai a studiare quell'azienda da vicino. Il loro problema erano i tempi di lavoro, troppo lunghi. Notai che lì lavoravano molti stranieri, mentre le linee di produzione parlavano solo italiano. Risolsi il problema dei tempi di lavoro lunghi inserendofigure al posto di parole: capivano tutti e all'istante. Fu una vera intuizione per me. Esperienze da immagazzinare e strategie da intuire, un fiuto che si comincia ad affinare innanzitutto tra i banchi».
«Sui banchi s'impara, ma l'esperienza è tutto»
RISPETTO, PROFESSIONALITÀ, conoscenze a 360 gradi. Sembra quasi un elenco di attitudini da conquistare in vista di un colloquio di lavoro, di un invio di un curriculum. A parlare è Umberto Caccioppoli, un uomo che delle proprio conoscenze da dipendente se ne è ha fatte un'impresa fino a fare impresa di sé stesso, della sua professionalità, e fino a far sorgere la sua Fides Consluting a Castellammare di Stabia. Caccioppoli è oggi al fianco della quarta classe dell'Istituto Sturzo coinvolto nel progetto d'orientamento nel mondo delle imprese, ragazzi che al termine della lectio non tardano a rubare la parola all'imprenditore. Ma solo per domandare, chiedere, informarsi. Stanno cominciando ad approcciarsi al mondo del lavoro.
Teatro dell'incontro la grande Biblioteca a piano terra dell'Istituto di via D'Annunzio. Ci sono la preside, i docenti e i ragazzi. Sono questi ultimi a parlare. Giovanni Schettino, della IV C, chiede se per entrare in un'azienda sia «più importante soffermarsi sugli studi o occuparsi maggiormente di limare l'aspetto caratteriale della persona». Antonio Barone, IV C, si butta invece in un tentativo di analisi di mercato, è chiaramente cosciente della crisi economica attuale: «L'imprenditore deve abbassare i costi e, comunque, vuole sempre avere dei ricavi. Ma mi chiedo, se abbassa gli stipendi, tagliando ad esempio straordinari o altro, non provoca anche il blocco dell'economia?». Anna Ferraiolo, IV A, si domanda se per diventare un consulente di processi gestionali occorra laurearsi «o bastano soltanto gli studi scolastici». Domanda alla quale Caccioppoli risponde conuna ricetta semplice: «Serve solo esperienza». Giovanni Balzano, IV D, chiede «le origini della Fides, le prime difficoltà trovate sul mercato». Origini che hanno visto «nascere Fides puntando sulla qualità», spiega Caccioppoli. «Siamo cresciuti nei numeri come addetti e come volumi di fatturato, e oggi siamo anche in grado di gestire questi nuovi numeri, la Fides è nata come un'azienda di grandi contenuti».
Alessia Quaratino IV F, apre una parentesi sulle selezioni nel mondo del lavoro. Ed è l'ingegnere della Fides, Maria Ruocco, a intervenire per spiegare come siano importanti «due aspetti in un colloquio, prima di tutto essere se stessi, avere il coraggio di mostrarsi per quello che siete e soprattutto di mostrare di saper ragionare, è la vostra testa che state vendendo, ed in secondo luogo, essere disposti ad imparare»:
Maria Pandolfi, IV C, chiede «come si capisce quello che non va in un'azienda?». «Sapendo quello che va» risponde Caccioppoli spiegando che «si parte da un'analisi dei processi, entrando in un'azienda, fotografando con la mente quello che si vede, poi si passa ad un incontro con il vostro interlocutore del quale analizzerete le risposte, la soluzione si trova quindi a tavolino e ricordate che migliorarsi non è sempre ridurre i costi ma spesso anticiparsi sui mercati».
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