In Italia, sempre con più frequenza in questi giorni, si sente parlare di Smart Working, una strada che stanno percorrendo molte aziende in questo periodo per placare l’emergenza Coronavirus.
Cerchiamo di capire come funziona, quali sono i vantaggi, e perché nel settore IT viene utilizzato già da tempo.

Cos’è lo Smart Working

Lo Smart Working è una modalità di esecuzione del rapporto lavorativo con organizzazione per obiettivi, che non ha precisi vincoli di orario o di luogo di fruizione, in cui il lavoratore ha a disposizione gli strumenti per svolgere le proprie mansioni in autonomia.

Questa tipologia di lavoro ha, tra i tanti, lo scopo di accrescere il senso di responsabilità, il potere di delega, la gestione dei tempi e delle priorità ed agevolare la conciliazione di tempi di vita privata e lavoro. 
Ecco perché viene anche definito “una nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia”.

Lo Smart Working in Fides

Questa modalità di svolgimento della propria professione non è praticabile soltanto restando nella propria abitazione, ma anche tra gruppi di lavoro dislocati in diversi sedi. Grazie agli strumenti digitali, si sono sviluppati nel tempo nuovi modi di collaborazione, che favoriscono e facilitano la comunicazione, la creazione di network di relazioni professionali sia tra colleghi che con figure esterne alla propria organizzazione.
In Fides, abbiamo intrapreso metodi di Smart Working e Remote Working da anni e in molteplici contesti e progetti.

Oggi ne parliamo con Vincenzo, Senior Software Developer che opera spesso a distanza su importanti progetti dal delivery center Fides di Napoli.

“Come si organizza il lavoro a distanza?”

Nel mio caso, la fase iniziale dell’attività consiste nel recarsi, per un dato periodo, presso la sede del cliente dove si lavora a stretto contatto con i dipendenti di quest’ultimo e spesso anche con altri fornitori. In questo periodo di analisi si apprendono tutte le informazioni necessarie riguardanti il contesto sia dal punto di vista tecnico che funzionale, fornendo la totale autonomia lavorativa configurando gli strumenti necessari per lavorare da remoto”.

“Quali attività vengono svolte da remoto nel vostro team?”

“Dopo aver preso in carico le attività, vengono creati i team interni in Fides per i diversi progetti secondo le esigenze del cliente e le competenze del gruppo.
Per fornire un quadro generale, descrivo adesso alcuni progetti che abbiamo remotizzato per clienti dislocati tra Firenze e Padova. 
Per esempio, a Firenze, ci occupiamo di application maintenance e sviluppo di evolutive su un portale di servizi finanziari e bancari destinato al Private Banker, attraverso il quale gli utenti hanno la possibilità di gestire il patrimonio dei propri clienti, fornendo consulenza sugli investimenti come gli acquisti di titoli e azioni sul mercato. Rispondiamo alle richieste dei funzionari bancari fornendo loro anche supporto nell’utilizzo della piattaforma.
Per un importante cliente a Padova gestiamo un prodotto utilizzato da diverse banche per effettuare le richieste di finanziamenti e mutui. In questo caso, dopo aver appreso le conoscenze funzionali e tecniche, stiamo realizzando delle nuove funzionalità restando, dalla nostra sede di Napoli, a stretto contatto con il management del cliente.

“Cosa ne pensi dello Smart Working e del lavoro da remoto?

“Nella mia esperienza professionale sono sempre stato in contatto con persone dislocate altrove, adottando quindi le dinamiche del remote working.
Io credo che lo smart working sia il futuro, ma in realtà come la nostra è già il presente.
Come Paese dobbiamo ancora abituarci a questa realtà e ad autogestirci creando delle regolamentazioni ben precise, ma superata questa difficoltà presumo diventi una best practise lavorare secondo questa modalità nei settori che lo permettono, alternando con dei meeting de visu per non perdere il contatto umano che resta sempre fondamentale.”